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Supervulcani, il pericolo per il Pianeta viene da sottoterra e non dallo Spazio I I Campi Flegrei una bomba a orologeria

Un supervulcano è una di quelle 10-12 grandi caldere presenti sulla superficie terrestre, con un diametro di varie decine di chilometri.

Tali strutture non sono considerate dei veri e propri vulcani, in quanto non è presente un edificio vulcanico visibile, quanto semmai una depressione di origine vulcanica.

All’interno delle caldere ci sono vari crateri e la presenza di un vulcanismo di tipo secondario. Conosciamo tutti i fenomeni tipo i geyser, le fumarole, le sorgenti termali. Non è mai stata osservata un’eruzione di questo tipo di caldere anche se nelle aree circostanti si trovano chiare tracce geologiche di imponenti eruzioni passate.

Gli esempi più noti di questo tipo di apparati sono il parco di Yellowstone negli Stati Uniti d’America, il lago Toba in Indonesia, per citarne alcuni. Un esempio di supervulcano che ci interessa maggiormente da vicino sono i Campi Flegrei, in provincia di Napoli.

Da quando si è scoperto che i dinosauri si sono estinti a causa di un asteroide, ci preoccupiamo molto che che la nostra sorte sia la stessa. Così spendiamo un sacco di soldi per evitarlo. Un comportamento molto saggio, visto che le precauzioni non sono mai troppe. Ma occorre fare attenzione anche, e soprattutto, ci permettiamo di dire, ai supervulcani!

Una loro eruzione catastrofica è plausibile entro pochi secoli, e dovremmo prepararci perché i supervulcani possono essere una minaccia esistenziale per l’umanità.

Altro che asteroidi, quindi! I supervulcani sono molto più pericolosi. Basti pensare che il 1816 è stato ribattezzato l’anno senza estate. Si scrisse di tutto su questo evento stranissimo, inaspettato ed inspiegabile. Le temperature calarono drasticamente, con conseguenze devastanti su tutto il globo. I raccolti congelavano, gli animali non avevano di che mangiare e morivano.

Tutto questo avvenne a causa del risveglio di un super vulcano. Il Tambora, in Indonesia, eruttò con una potenza devastante, immettendo nell’alta atmosfera una quantità enorme di polveri, oscurando il Sole. Ci vollero alcuni anni affinché il clima si riprendesse completamente.

Il poter distruttivo di una eruzione del genere è tale da fare terra bruciata intorno nel raggio di moltissimi km. Se l’esplosione è letale ma ha un’area di influenza ristretta, le emissioni di ceneri e polveri, invece, possono raggiungere tutto il globo con conseguenze gravissime. Un po’ come fu per il Tambora.

Per quanto i danni potrebbero essere enormi, le possibilità che un evento del genere si verifichi a stretto giro sono remote. I super vulcani, ad oggi, non possiedono una camera magmatica che possa far accadere un’eruzione distruttiva su scala globale.

Non dobbiamo, però, abbassare la guardia. Anzi, dobbiamo ancor di più perfezionare l’azione di monitoraggio. Non sappiamo con precisione quando un vulcano esploderà, ma i vulcanologi, grazie ai nuovi sistemi tecnologici,  sono in grado di stimare, con qualche mese di anticipo, l’avvicinarsi del momento dell’eruzione.

I miglioramenti della capacità di identificare i vulcani più pericolosi sono collegati allo sviluppo tecnologico. I vulcani sono monitorati sia da stazioni a terra sia da osservazioni satellitari. L’obiettivo ultimo dei ricercatori è quello di prevedere le eruzioni come si prevedono il percorso e l’intensità di un uragano.

Un supervulcano a noi vicinissimo: i Campi Flegrei. 

I Campi Flegrei, in provincia di Napoli, sono da sempre sotto osservazione. Sono noti sin dall’antichità per la loro attività vulcanica, caratterizzata da diverse, violente eruzioni. Nel suo insieme la zona è considerata un unico supervulcano: uno dei 10 vulcani più pericolosi del Pianeta.

Ci sono state due imponenti eruzioni; una è avvenuta circa 39.000 e un’altra 15.000 anni fa. La più recente, di piccola intensità, si è verificata nel 1538 dal monte Nuovo, nei pressi di Pozzuoli. Oggi, secondo Francesca Forni, ricercatrice del Politecnico di Zurigo, è in atto, come allora, una separazione dei gas presenti nel magma dal resto del materiale.

Questo riscontro è molto importante, poiché è proprio la quantità di gas accumulati all’interno di una camera magmatica che porta a violenti fenomeni di tipo esplosivo. I Campi Flegrei sono un rischio concreto. Ciò è noto da moltissimo tempo, tant’è che al momento per gli scienziati siamo in “allarme giallo”. In poche parole, siamo in una situazione che necessita di grande attenzione e controllo.

Per la tipologia di vulcano, però, non è possibile prevedere un’eruzione. Si possono soltanto fare supposizioni. E, statisticamente, si può supporre che un’eruzione devastante non sia imminente. E, probabilmente, sarebbe preceduta da una serie di “eruzioni minori” che sarebbero indizi per il passaggio in “allarme rosso”.