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Windows, l’annuncio choc di Microsoft: in tantissimi non sanno come fare I Dal 2023 non saranno più supportati questi sistemi operativi

L’annuncio è arrivato dal blog ufficiale di Windows: una sorta di sveglia per milioni di utenti, chi utilizza sistemi operativi troppo vecchi non potrà più farlo perché diventeranno obsoleti a breve. Ma arrivati a questo punto quali sarebbero le soluzioni? Dal 2023 cambia tutto. 

Windows 7 (Istock)
Windows 7 (Istock)

Con quell’intervento postato sul blog ufficiale, Microsoft ha infatti ricordato a tutti che il tempo di Windows 7 e Windows 8 sta per scadere definitivamente: tra meno di un mese, il 10 gennaio 2023, il supporto a entrambi si concluderà e lo stesso accadrà al supporto alla versione originale di Microsoft Edge, che terminerà il 12 gennaio 2023. Una notizia improvvisa di cui però erano a conoscenza gran parte degli utenti che utilizzavano ancora i sistemi operativi ormai obsoleti.

Può essere utile ricordare che il supporto mainstream per Windows 7 era già terminato nel gennaio 2020 ad esempio, ma al tempo quella versione di Windows era ancora installata su quasi il 25% dei computer e quindi ancora largamente utilizzata; Microsoft aveva deciso di istituire un programma di supporto a pagamento per ulteriori tre anni, che scadono appunto questo gennaio. Il problema è che la la velocità con cui viaggia il progresso tecnologico aumenta a dismisura ormai da tempo e per non rimanerne schiacciati c’è bisogno di ingenti spese: si acquista un dispositivo ma dopo qualche anno inizia già a diventare obsoleto e non c’è altro da fare se non sostituirlo.

Windows 8 e Windows 7 si spengono, cosa fare adesso? Con cosa sostituirli? Non è necessario cambiare tutto il pc

Windows 10 (Istock)
Windows 10 (Istock)

Windows 8 non è mai stato amato quanto il predecessore, nemmeno nell’incarnazione chiamata Windows 8.1, arrivando – al culmine della propria popolarità – a conquistare soltanto il 19,1% dei computer con Windows. Non un grande successo insomma, tante le lamentele in merito ai bug; le segnalazioni facevano abbassare le aspettative sempre di più, in questo modo anche le stesse vendite di dispositivi con Windows 8 sono rimaste molto limitate.

Windows 11 è ormai il detentore del più alto numero di dispositivi e come tale saluta volentieri le versioni precedenti per dare uno slancio in avanti all’azienda Microsoft già proiettata verso le novità. A questo punto, chi non volesse sostituire il pc, potrebbe provare a passare a Windows 10, il cui supporto è già garantito fino al 2025 e potrebbe essere retto anche da dispositivi più vecchi che in precedenza furono venduti con sistemi operativi come Windows 7 e 8.

Ovviamente le prestazioni non saranno eccellenti, ma in questo modo si potrebbe continuare ad utilizzare il dispositivo senza cambiarlo per altro tempo, una volta messi i soldi da parte sarà comunque meglio cambiarlo. Magari dopo qualche intervento di manutenzione come l’aumento della RAM e la sostituzione disk con un SSD: anche un anziano Core 2 Duo, se liberato dal vecchio disco rigido e con il giusto quantitativo di memoria, può sopportare un uso da ufficio non troppo eccessivo.