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Il cervello continua a vivere dopo la morte I Non è un macabro scherzo: la scoperta choc

Cervello (istock)
Cervello (istock)

La scoperta dei neurologi è scioccante ma in medicina si pensava da tempo: il cervello riesce a continuare a vivere anche quando è stato dichiarato il decesso. La ricerca è andata avanti e grazie ad alcuni esperimenti si è reso evidente quello che si immaginava da tempo. 

Gli studi sul cervello non sono mai abbastanza. Di anno in anno gli esperti in neuroscienze fanno scoperte incredibili, come per esempio quella di Vittorio Gallese, professore e ricercatore italiano dell’Università di Parma, conosciuto poi in tutto il mondo per la scoperta dei neuroni specchio.

In sostanza, il professore è riuscito a evidenziare che una tipologia di neuroni si sviluppa in noi soprattutto fino ai 12 anni, ovvero tutti i primi anni dedicati all’apprendimento: l’essere umano apprende come da uno specchio, guardando gli altri, la tipologia di neuroni presa in esame svolge proprio questa funzione e si è confermato che anche gli adulti continuino ad attivarli anche se con frequenza minore. Una nuova ricerca sulle attività cerebrali questa volta ha portato a confermare dettagli assai più sconvolgenti. Per i medici e gli scienziati non è mai stato facile capire cosa succede al nostro cervello nel momento della morte. Negli ultimi tempi però, un gruppo di neurologi è riuscito ad osservare questo misterioso momento scoprendo qualcosa di davvero incredibile.

Il momento dopo la morte: le nuove ricerche sulle attività cerebrali hanno portato alla luce delle evidenze incredibili

Cervello (istock)
Cervello (istock)

I medici stavano effettuando un elettrocardiogramma su un paziente di 87 anni che era stato portato d’urgenza al pronto soccorso dopo una grave caduta. Durante l’operazione per salvarlo dai danni, l’uomo ha avuto un infarto e non ce l’ha fatta. Segnato il decesso, però, i medici si sono accorti che nonostante il cuore non battesse più, il suo cervello era ancora attivo e soprattutto ancora in funzione: riusciva a pensare. Nei trenta secondi precedenti al decesso e nei 30 successivi, i modelli delle onde sono cambiati attivando quelle che in psicologia vengono spesso chiamate esperienze pre-morte.

C’è anche chi sostiene che nel momento prima della morte riesci ad analizzare ogni momento della tua vita, come se passasse davanti con una rotazione d’immagini (in realtà non ci sono certezze scientifiche su questo). I ricercatori sono riusciti però ad evidenziare che il cervello fosse veramente attivo e stesse elaborando pensieri, da questo punto di vista, quindi, la teoria del flusso dei pensieri che invade il nostro cervello poco prima della morte e poco dopo, sembra poter essere confermata (ovviamente è impossibile sapere quali fossero i pensieri dell’uomo).